Dicembre n°5 2019

Al forum Qualenergia di Roma si è parlato della necessità di riforme strutturali per favorire la transizione verso energie pulite, sia in Italia che in Europa, per contrastare l’emergenza climatica.

Quale futuro per il Green New Deal italiano? A questa domanda di stretta attualità si è cercato di dare risposta durante il XII Forum Qualenergia organizzato a Roma da Legambiente con il sostegno di Cobat, Editoriale La Nuova Ecologia e Kyoto Club. Dalla due giorni di lavori è emersa la necessità di promuovere una grande stagione di riforme basate sull’economia circolare per garantire un futuro sostenibile al nostro Paese. Presentati inoltre gli interessanti dati di un’indagine Ipsos sul rapporto tra gli italiani e l’energia.

«In Italia dobbiamo fare quello che l’Europa ha deciso di attuare con il Green Deal lanciato dalla nuova Commissione Europea presieduta da Ursula Von Der Leyen - sottolinea Stefano Ciafani, presidente di Legambiente - Il Commissario per gli Affari Economici Paolo Gentiloni ha detto che saranno a disposizione mille miliardi di Euro per permettere di realizzare questo nuovo corso sui temi ambientali in tutta Europa. Il sistema produttivo del nostro Paese è già in grado di fare la propria parte, tocca alla politica attivarsi per un cambiamento che interessi l’intera società. Sul fronte della lotta ai cambiamenti climatici ovviamente è fondamentale non aspettare anni per far ripartire gli incentivi alle fonti rinnovabili, e parallelamente è necessario chiudere i rubinetti per le fonti fossili che in Italia continuano a ricevere, come è successo lo scorso anno, 19 miliardi di euro. Allo stesso tempo vanno favorite le aziende virtuose con leggi chiare e meno complicazioni burocratiche».

Durante la due giorni di dibattiti organizzata presso lo Spazio H-Drà in piazza San Lorenzo in Lucina, a pochi passi da Trinità dei Monti, un focus specifico è stato dedicato alla circular economy. «Tutti noi dobbiamo applicarci con forza per introdurre in ogni settore della nostra vita questo paradigma di sviluppo che garantisce tutela dell’ambiente e creazione di posti lavoro - dichiara Giancarlo Morandi, presidente di Cobat - Il nostro Consorzio promuove l’economia circolare dalla sua nascita e nel farlo ha ottenuto risultati eccellenti, ma oggi è chiamato come altre organizzazioni a estendere questa sua esperienza trentennale nel settore delle batterie, Raee e Pfu a tanti altri prodotti che ancora non vengono raccolti e opportunamente riciclati. Si tratta di una sfida che interessa l’intero Paese. Cobat è impegnato ad essere un attore importante in questa sfida e a fare la propria parte nella stagione di riforme del Green New Deal italiano». Per vincere questa sfida occorre fare rete tra aziende, istituzioni e cittadini. «Uno dei principi dell’economia circolare, come della sostenibilità vista anche nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, parla di partnership e  di collaborazione - commenta Elena Cervasio, sales marketing and training director di Bsi Italia - Pensare a un’economia circolare significa ragionare in maniera non lineare, quindi dobbiamo iniziare a pensare anche alla politica in modo non lineare e a connetterla con aziende e persone in modo che il risultato e l’impatto avuto siano realmente sostenibili e portino a un cambiamento».

Molto interessanti anche i risultati di un’indagine Ipsos su “Gli italiani e l’energia”, secondo la quale quasi l’80% dei nostri connazionali ritiene che dovremmo tutti contenere i consumi per salvaguardare l’ambiente, ma solo il 49% del campione sarebbe disponibile a pagare un sovrapprezzo su energia e gas per favorire gli investimenti in fonti rinnovabili.

«Sta crescendo soprattutto l’interesse verso questi temi - spiega Andrea Alemanno, responsabile Ricerche Sostenibilità Ipsos - Se nel 2012 solo poco più del 10% degli intervistati sapeva cosa fosse la sostenibilità, nel 2018 eravamo arrivati al 20% e ci sembrava già un buon incremento, oggi abbiamo invece toccato quota 36%. Quindi in un anno il dato è quasi raddoppiato. Questo da l’idea che seppur non informati, seppur forse sull’onda dell’emotività, gli italiani mostrano sempre più attenzione verso l’ambiente, e su questo si può costruire un nuovo sistema di valori».

Un ruolo importante tocca al Governo e più in generale alla politica, in termini di investimenti green e sostegno alle aziende che operano nel settore. «Il Decreto Clima è uno dei tasselli del Green New Deal su cui il Governo e questa maggioranza stanno lavorando - dichiara Chiara Braga, componente della Commissione Ambiente e Lavori pubblici della Camera dei Deputati - Accanto a questo c’è una forte impronta ambientale della Manovra di Bilancio che prevede 59 miliardi di investimento pubblico per i prossimi anni nel settore green, incentivi alle imprese soprattutto sul fronte della circular economy e la previsione dell’emissione di green bond per sostenere gli investimenti pubblici verdi. Abbiamo inoltre una grande occasione legata al recepimento delle normative Comunitarie in materia, e la dobbiamo cogliere».

Rossella Muroni, ex presidente di Legambiente e ora componente della Commissione Ambiente della Camera, ha lanciato un appello affinchè l’intero mondo politico si impegni a garantire stabilità e continuità in merito ai temi ambientali. «Su questi argomenti la politica deve avere più cultura e meno divisioni - commenta la parlamentare - Per contrastare i danni dell’inquinamento e favorire le energie rinnovabili occorre dare stabilità e continuità ai Governi. Innanzitutto serve stabilità perché essa potrebbe dare, non è detto ma io lo spero, quel coraggio necessario a compiere scelte importanti, impegnative e necessarie. Con una politica così incerta per quanto riguarda maggioranze e legislature, diventa impossibile mettere in campo quelle misure a lungo termine di cui il famoso Green New Deal ha assolutamente bisogno, cioè un piano di riforme di almeno 20 anni».

Pochi giorni prima del forum Qualenergia di inizio dicembre, Legambiente ha organizzato a Napoli l’XI Congresso nazionale dell’associazione. All’evento sono intervenuti anche il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, il Presidente della Camera Roberto Fico e il sindaco Luigi De Magistris, oltre ai dirigenti di aziende impegnate nel promuovere la sostenibilità, tra cui Cobat con il presidente Giancarlo Morandi. 

«È stata una tre giorni molto intensa, organizzata in un luogo straordinario come il museo nazionale ferroviario di Pietrarsa, al confine tra Napoli e Portici - ricorda il presidente Ciafani - Hanno partecipato oltre mille persone. Dal congresso siamo usciti, oltre che con il rinnovo e la conferma dei vertici dello scorso mandato, con alcuni temi prioritari su cui Legambiente lavorerà. Oltre alla lotta alla crisi climatica e alla promozione di una sana e giusta transizione energetica, ci sarà anche l’impegno nel sostenere sempre di più l’economia circolare nel nostro Paese. Un tema, quest’ultimo, che Cobat conosce molto bene e rispetto al quale proprio con il Consorzio lavoriamo molto bene e con soddisfazione da tanti anni».