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Cobat-Legambiente: una sinergia a 360°
Con la campagna "A misura di Regione" - ufficialmente presentata durante l'ultima edizione di Ecomondo a Rimini nel novembre scorso - Cobat e Legambiente collaborano per la realizzazione di progetti di informazione e sensibilizzazione nelle diverse regioni italiane, con attività personalizzate sulla base delle diverse specificità territoriali. Prima azione concreta che ha fatto seguito all'avvio della campagna è stata la firma del Protocollo di Intesa tra Cobat e Legambiente Umbria con la Regione Umbria, UPI Umbria ed Anci Umbria a Perugia il 7 maggio scorso.
L'accordo prevede un'attività di sensibilizzazione rivolta ai Comuni ed alle società di igiene urbana della Regione affinché, se ancora sprovvisti, attivino il servizio di raccolta differenziata per le batterie esauste provenienti dal cittadino mediante la sottoscrizione di una convenzione con il Cobat. Ad oggi i comuni umbri presso i quali il Cobat, attraverso la propria rete di incaricati, svolge regolarmente il servizio di raccolta, sono 37, pari al 65% della popolazione regionale. Oggi l'impegno preso tra le parti continua con questo importante incontro sulla illegalità nella gestione delle batterie al piombo esauste, incontro rivolto principalmente alle autorità di controllo del territorio in materia di rifiuti (Carabinieri del Noe, Guardia di Finanza, Guardia Forestale, Arpa Marche), affinché le conoscenze del Cobat in merito a ciò che sta avvenendo possa essere messa proficuamente a disposizione di chi istituzionalmente preposto al controllo ed alla prevenzione di pratiche illecite, soprattutto quando altamente rischiose per l'ambiente e la salute umana.
Il Cobat: unico soggetto istituzionalmente preposto al recupero delle batterie
al piombo esauste in Italia
Il Cobat è il Consorzio Obbligatorio Batterie al Piombo Esauste e Rifiuti Piombosi, istituito con legge dello Stato nel 1988 (L. 475/88) con la funzione di garantire la raccolta delle batterie al piombo esauste sull'intero territorio nazionale, organizzarne lo stoccaggio e cedere le stesse agli impianti consorziati per il loro riciclo.
Recentemente il testo unico in materia ambientale (D.Lgs. 152/06) ribadisce l'esistenza del Cobat (art. 235) come unico soggetto istituzionalmente preposto al recupero delle batterie esauste in Italia, stabilendo inoltre che chiunque detenga batterie al piombo esauste è obbligato al loro conferimento al Consorzio, ovvero alla loro esportazione in uno Stato membro della Comunità Europea. Grazie al Cobat, l'Italia detiene il 1° posto nel mondo per i tassi di raccolta conseguiti (quasi il 100%).
Il Consorzio da 20 anni assolve pienamente ai propri principi istitutivi (la garanzia della raccolta) indipendentemente dall'andamento del prezzo del piombo (finanziando la propria attività mediante l'applicazione di un sovrapprezzo di vendita sulle nuove batterie che è il più basso d'Europa); oggi, la congiuntura economica che ha determinato un forte innalzamento delle quotazioni dei metalli, tra cui il piombo, sta favorendo la nascita di operatori paralleli che svolgono attività di gestione illecite non rispettando le disposizioni legislative in materia, tra cui quelle documentali (formulari, registri, ecc.), rendendo perciò invisibili i traffici illegali, e per questo ancor più pericolosi perl'ambiente e la salute dei cittadini.
Le conoscenze del Cobat a servizio delle istituzioni preposte al rispetto della
legalità
Grazie ad una banca dati e software di interrogazione Cobat è in grado di monitorare la totalità della filiera delle batterie al piombo, garantendo la completa tracciabilità del rifiuto dal singolo produttore/detentore fino alla sua destinazione finale presso gli impianti di riciclo. Questo prezioso strumento viene messo dal Cobat a disposizione degli enti di controllo per conoscere in modo estremamente dettagliato ed in tempo reale i movimenti seguiti dalle batterie esauste sul territorio nazionale.
L'obbligo di inviare al Cobat il MUD da parte di chiunque gestisca batterie al piombo esauste permette al Consorzio di monitorare anche i movimenti esterni al Cobat, divenendo così un interlocutore estremamente affidabile per gli enti preposti al controllo su quello che avviene sul territorio in merito ai rifiuti, con particolare riguardo alle batterie al piombo esauste.
Batteria al piombo esausta: rifiuto prezioso
Terminato il suo ciclo di vita, la batteria al piombo si dice "esausta" e
diventa rifiuto pericoloso. Al suo interno, infatti, rimangono intrappolati pericolosi
agenti chimici dal grande potenziale inquinante: 25% di acido solforico,
10%
di plastiche ed il 65% di piombo.
Grazie al sistema di raccolta e riciclo che
fa capo al Cobat, tutto questo potenziale chimico viene trasformato in nuova
risorsa. L’acido solforico viene inertizzato o riutilizzato nei processi
industriali, le plastiche come il polipropilene riciclate ed il piombo recuperato
per più del 90%, coprendo circa il 50% del fabbisogno nazionale, con un
risparmio di 200 milioni di Euro all’anno sulle importazioni.
Batterie esauste: istruzioni per il corretto smaltimento
Il Cobat è impegnato da venti anni nella raccolta e riciclo delle batterie
al piombo esauste: si tratta di accumulatori di grandi dimensioni usati in ambito
industriale ed ospedaliero, ma soprattutto degli accumulatori usati per l’avviamento
delle auto, delle imbarcazioni e dei mezzi agricoli. La pratica di tutti i giorni
sul territorio mostra come la sostituzione della vecchia batteria avvenga principalmente
attraverso gli operatori di settore (artigiani installatori, autofficine, elettrauto)
che operano coscienziosamente e presso i quali il Cobat, con la sua rete di raccolta,
opera il ritiro gratuito. Se però il singolo cittadino decide di sostituire
autonomamente la batteria, diventa responsabile della corretta gestione di
questo rifiuto che in quanto pericoloso:
- Non può essere abbandonato
o gettato nei cassonetti della raccolta dei rifiuti urbani;
-
Deve
essere portato presso le isole ecologiche istituite nei vari Comuni provviste
di speciali contenitori per questo rifiuto.
Attraverso il numero verde ed il
sito (800 869120 - www.cobat.it) è possibile
individuare il punto di conferimento
più vicino dove portare la propria batteria esausta.
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