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La gestione delle batterie al piombo esauste in umbria: una sinergia per combattere il rischio illegalità
09-07-2008 - Perugia

Cobat, Legambiente Umbria, Regione Umbria, UPI Umbria, Anci Umbria con le forze dell’Ordine oggi ad Ancona riuniti per definire azioni concrete di prevenzione e controllo dei fenomeni di illegalità nella gestione delle batterie al piombo esauste

Dagli accordi ai fatti: azioni concrete per la tutela dell'ambiente
Continua l'impegno di Cobat, Legambiente, Regione Umbria, UPI Umbria ed ANCI Umbria a seguito dell'avvenuta sottoscrizione, il 7 maggio scorso, di un Protocollo d'Intesa, con il quale le parti hanno concordato di svolgere sul territorio regionale una serie di iniziative di comunicazione e sensibilizzazionerivolte ai cittadini, alle pubbliche amministrazioni, alle società di igiene urbana, alle autorità di controllo ed alle associazioni di categoria degli artigiani, al fine di promuovere comportamenti e politiche virtuose ed efficienti nella gestione dei rifiuti pericolosi costituiti dalle batterie al piombo esauste. Oggi, come programmato tra le parti dopo la ratifica del Protocollo d'Intesa, si è svolto a Perugia, presso Palazzo Cesaroni, il seminario "La gestione delle batterie al piombo esauste tra legalità e illegalità: analisi e strumenti per un'azione concreta di prevenzione e controllo", cui hanno partecipato rappresentanti delle Forze dell'Ordine, delle società di gestione dei rifiuti e delle associazioni di categoria degli artigiani, per un'analisi approfondita delle problematiche rilevate nel territorio regionale, così come sull'intero territorio nazionale, in relazione a fenomeni di illegalità nell'ambito della gestione delle batterie al piombo esauste.

Contrastare e prevenire l’illegalità
Hanno partecipato al seminario in qualità di relatori Lamberto Bottini, Assessore all'Ambiente della Regione Umbria, Claudio De Persio, Direttore Operativo del COBAT, Emma Contarini, Centro Azione Giuridica Legambiente Umbria, Sara Passeri, Arpa Umbria, ed ha coordinato i lavori Stefano Ciafani, Responsabile scientifico nazionale di Legambiente. L'incontro ha approfondito le forme di illegalità più o meno diffuse che si stanno ultimamente riscontrando sul territorio, per l'interesse, da parte operatori occasionali, nei riguardi delle batterie al piombo esauste venutosi a determinare per la crescita delle quotazioni del piombo metallo, elemento presente all'interno delle batterie esauste per il 65% del loro peso. Tale fenomeno ha favorito l'emergenza di un mercato sulle batterie esauste perpetrato da diversi soggetti, i quali, interessati unicamente al guadagno, spesso operano una gestione di questo rifiuto pericoloso non rispettando le disposizioni normative, con ciò generando gravi rischi per la salute e per l'ambiente.

Cobat-Legambiente: una sinergia a 360°
Con la campagna "A misura di Regione" - ufficialmente presentata durante l'ultima edizione di Ecomondo a Rimini nel novembre scorso - Cobat e Legambiente collaborano per la realizzazione di progetti di informazione e sensibilizzazione nelle diverse regioni italiane, con attività personalizzate sulla base delle diverse specificità territoriali. Prima azione concreta che ha fatto seguito all'avvio della campagna è stata la firma del Protocollo di Intesa tra Cobat e Legambiente Umbria con la Regione Umbria, UPI Umbria ed Anci Umbria a Perugia il 7 maggio scorso.
L'accordo prevede un'attività di sensibilizzazione rivolta ai Comuni ed alle società di igiene urbana della Regione affinché, se ancora sprovvisti, attivino il servizio di raccolta differenziata per le batterie esauste provenienti dal cittadino mediante la sottoscrizione di una convenzione con il Cobat. Ad oggi i comuni umbri presso i quali il Cobat, attraverso la propria rete di incaricati, svolge regolarmente il servizio di raccolta, sono 37, pari al 65% della popolazione regionale. Oggi l'impegno preso tra le parti continua con questo importante incontro sulla illegalità nella gestione delle batterie al piombo esauste, incontro rivolto principalmente alle autorità di controllo del territorio in materia di rifiuti (Carabinieri del Noe, Guardia di Finanza, Guardia Forestale, Arpa Marche), affinché le conoscenze del Cobat in merito a ciò che sta avvenendo possa essere messa proficuamente a disposizione di chi istituzionalmente preposto al controllo ed alla prevenzione di pratiche illecite, soprattutto quando altamente rischiose per l'ambiente e la salute umana.

Il Cobat: unico soggetto istituzionalmente preposto al recupero delle batterie al piombo esauste in Italia
Il Cobat è il Consorzio Obbligatorio Batterie al Piombo Esauste e Rifiuti Piombosi, istituito con legge dello Stato nel 1988 (L. 475/88) con la funzione di garantire la raccolta delle batterie al piombo esauste sull'intero territorio nazionale, organizzarne lo stoccaggio e cedere le stesse agli impianti consorziati per il loro riciclo.
Recentemente il testo unico in materia ambientale (D.Lgs. 152/06) ribadisce l'esistenza del Cobat (art. 235) come unico soggetto istituzionalmente preposto al recupero delle batterie esauste in Italia, stabilendo inoltre che chiunque detenga batterie al piombo esauste è obbligato al loro conferimento al Consorzio, ovvero alla loro esportazione in uno Stato membro della Comunità Europea. Grazie al Cobat, l'Italia detiene il 1° posto nel mondo per i tassi di raccolta conseguiti (quasi il 100%).
Il Consorzio da 20 anni assolve pienamente ai propri principi istitutivi (la garanzia della raccolta) indipendentemente dall'andamento del prezzo del piombo (finanziando la propria attività mediante l'applicazione di un sovrapprezzo di vendita sulle nuove batterie che è il più basso d'Europa); oggi, la congiuntura economica che ha determinato un forte innalzamento delle quotazioni dei metalli, tra cui il piombo, sta favorendo la nascita di operatori paralleli che svolgono attività di gestione illecite non rispettando le disposizioni legislative in materia, tra cui quelle documentali (formulari, registri, ecc.), rendendo perciò invisibili i traffici illegali, e per questo ancor più pericolosi perl'ambiente e la salute dei cittadini.

Le conoscenze del Cobat a servizio delle istituzioni preposte al rispetto della legalità
Grazie ad una banca dati e software di interrogazione Cobat è in grado di monitorare la totalità della filiera delle batterie al piombo, garantendo la completa tracciabilità del rifiuto dal singolo produttore/detentore fino alla sua destinazione finale presso gli impianti di riciclo. Questo prezioso strumento viene messo dal Cobat a disposizione degli enti di controllo per conoscere in modo estremamente dettagliato ed in tempo reale i movimenti seguiti dalle batterie esauste sul territorio nazionale.
L'obbligo di inviare al Cobat il MUD da parte di chiunque gestisca batterie al piombo esauste permette al Consorzio di monitorare anche i movimenti esterni al Cobat, divenendo così un interlocutore estremamente affidabile per gli enti preposti al controllo su quello che avviene sul territorio in merito ai rifiuti, con particolare riguardo alle batterie al piombo esauste.

Batteria al piombo esausta: rifiuto prezioso
Terminato il suo ciclo di vita, la batteria al piombo si dice "esausta" e diventa rifiuto pericoloso. Al suo interno, infatti, rimangono intrappolati pericolosi agenti chimici dal grande potenziale inquinante: 25% di acido solforico, 10% di plastiche ed il 65% di piombo.
Grazie al sistema di raccolta e riciclo che fa capo al Cobat, tutto questo potenziale chimico viene trasformato in nuova risorsa. L’acido solforico viene inertizzato o riutilizzato nei processi industriali, le plastiche come il polipropilene riciclate ed il piombo recuperato per più del 90%, coprendo circa il 50% del fabbisogno nazionale, con un risparmio di 200 milioni di Euro all’anno sulle importazioni.

Batterie esauste: istruzioni per il corretto smaltimento
Il Cobat è impegnato da venti anni nella raccolta e riciclo delle batterie al piombo esauste: si tratta di accumulatori di grandi dimensioni usati in ambito industriale ed ospedaliero, ma soprattutto degli accumulatori usati per l’avviamento delle auto, delle imbarcazioni e dei mezzi agricoli. La pratica di tutti i giorni sul territorio mostra come la sostituzione della vecchia batteria avvenga principalmente attraverso gli operatori di settore (artigiani installatori, autofficine, elettrauto) che operano coscienziosamente e presso i quali il Cobat, con la sua rete di raccolta, opera il ritiro gratuito. Se però il singolo cittadino decide di sostituire autonomamente la batteria, diventa responsabile della corretta gestione di questo rifiuto che in quanto pericoloso:
- Non può essere abbandonato o gettato nei cassonetti della raccolta dei rifiuti urbani;
- Deve essere portato presso le isole ecologiche istituite nei vari Comuni provviste di speciali contenitori per questo rifiuto.
Attraverso il numero verde ed il sito (800 869120 - www.cobat.it) è possibile individuare il punto di conferimento più vicino dove portare la propria batteria esausta.





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