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Batterie Esauste e Oli Usati: Attiva la Raccolta nei Porti Turistici
18-11-2008 -
Siglato l’Accordo Assonat, Cobat e Coou che prevede l’installazione di apposite isole ecologiche nei 76 porti turistici della rete Assonat per la raccolta dei rifiuti pericolosi prodotti dalle imbarcazioni
La conferenza stampa di presentazione
E’ stato presentato oggi il Protocollo
d’Intesa siglato fra Assonat, Associazione
Nazionale Approdi e Porti Turistici ed i Consorzi Obbligatori nazionali Cobat e Coou per
un corretto recupero e smaltimento dei rifiuti prodotti dalle imbarcazioni,
in particolare batterie al piombo esauste e oli usati.
L’Accordo prevede l’installazione di apposite isole ecologiche
nei porti turistici della rete Assonat, per garantire - mediante la
rete di Raccoglitori Incaricati e di Concessionari COBAT e COOU – una
corretta gestione di questi rifiuti pericolosi.
Alla conferenza stampa – che si è tenuta questa mattina
presso il Centro Congressi di Confcommercio – sono intervenuti Luigi
Bonetti - Vice Presidente Assonat, Luigi De Rocchi – Responsabile
Studi e Ricerche Cobat, Franco Barbetti – Segretario
Generale Coou e Claudio Mazza - Presidente Federnautica.
Il Protocollo: contenuti e modalità di gestione
Nel corso della conferenza stampa sono stati
illustrati i contenuti del Protocollo e le modalità di gestione
del servizio.
Il Protocollo prevede la sottoscrizione di un Accordo da parte di
Cobat e Coou con le aziende associate ad Assonat che gestiscono i porti
turistici privati della rete.
Mediante tale accordo il Cobat e il Coou si impegnano a garantire un
servizio di ritiro gratuito dei rifiuti costituiti da batterie al piombo
esauste ed oli usati, assicurandoli ad un corretto ciclo di smaltimento
o di recupero rispondente all’attuale legislazione in vigore.
Assonat si impegna a sua volta a rendere nota a queste
aziende la possibilità di attivare il servizio gratuito di raccolta
rifiuti anche attraverso l’installazione di isole ecologiche (Progetto “L’isola
nel Porto”).
Luigi Bonetti, Assonat
“L’idea di un coordinamento
nazionale tra settori produttivi di servizi e delle attività di
recupero controllato dei rifiuti speciali nasce nel primo semestre
del corrente anno. L’accordo oggi firmato tra ASSONAT, COOU e
COBAT , pertanto , è la dimostrazione tangibile
della fattiva possibilità di conciliare le peculiari esigenze
di gestione degli Approdi Turistici con la necessità di
mantenere costantemente sotto controllo il rispetto dell’ambiente.
In questo contesto, l’accordo riconosce una valenza anche
economica data da un ritorno d’immagine del rispetto dell’ambiente
marino verso i primi fruitori: i diportisti. Infatti la sempre maggiore
attenzione alle tematiche ambientali, spinge gli stessi alla ricerca
di strutture che assicurino nella propria gestione rispondenza a
tali temi.
Il valore positivo dell’iniziativa vede anche nei cambiamenti
e ammodernamenti delle realtà portuali turistiche, nell’erogazione
qualitativa dei servizi e nel rispetto della tutela dell’ecosistema
marino, un effettivo contributo diretto alle stesse imprese nell’accogliere
le nuove esigenze e necessità del turismo nautico e del diportismo
in genere”.
Luigi De Rocchi, Cobat
“Con questa iniziativa abbiamo
voluto incentivare la partecipazione dell’utenza della nautica
ad un corretto comportamento per la tutela dell’ambiente marino – ha
commentato Luigi De Rocchi, Responsabile Studi e Ricerche
del Cobat.
Il settore nautico è infatti interessato da una sensibile
dispersione di batterie al piombo esauste, e per questo il nostro
obiettivo è quello di fornire ai diportisti e agli utenti
del mare strumenti utili contro la dispersione nell’ambiente
di rifiuti altamente inquinanti e pericolosi per la salute di tutti”.
Franco Barbetti, Coou
“Sappiamo bene che ogni goccia
di olio usato non raccolta nei porti è destinata a raggiungere
il mare, creando danni irreparabili. – ha dichiarato Franco
Barbetti, Segretario Generale del Consorzio Obbligatorio degli Oli
Usati - Bastano quattro litri di olio usato, versati incautamente
in mare, per inquinare una superficie grande come un campo di calcio.
Ecco perché il nostro obiettivo è quello di raccogliere
l’olio usato fino all’ultima goccia. Oggi sappiamo di poter
contare anche sull’impegno siglato con questo Protocollo d’Intesa.
Ora il buon esito dell’iniziativa dipenderà altresì dalla
coscienza degli utenti che dovranno collaborare utilizzando correttamente
le isole ecologiche collocate nei porti.”
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