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Raccolta e Riciclo di Tutti i Tipi di Batterie
10-11-2008 - Roma

la nuova e piu’ urgente sfida per la Politica Ambientale Nazionale

Premessa: l’iter di definizione del Decreto di recepimento

Il 26 settembre scorso è entrata in vigore la direttiva 2006/66/CE, che definisce tempi e requisiti per la creazione di sistemi nazionali per la raccolta ed invio a riciclo di tutti i tipi di batterie esauste nei Paesi dell’Unione.

Attualmente, è il corso presso le Commissioni Ambiente di Camera e Senato la discussione della bozza di decreto di recepimento della direttiva approvato dal Consiglio dei Ministri il 23 settembre scorso; percorso che si concluderà poi con una seconda lettura in sede di Consiglio dei Ministri

La bozza di decreto

La bozza di decreto attualmente in discussione tiene conto dell’esistenza nel nostro Paese del Cobat quale sistema efficiente e consolidato di gestione delle batterie al piombo esauste, rifiuti pericolosi ricadenti nel campo di applicazione della normativa.

In particolare, la bozza attuale individua il Consorzio esistente quale soggetto centrale per far sì che la raccolta di questi rifiuti sia garantita in ogni condizione e localizzazione geografica, al di là di una logica economica e di business.

Il ruolo del Cobat viene delineato come intervento sussidiario, in grado di assicurare anche il monitoraggio di tutto il sistema nazionale di raccolta e riciclo delle batterie - piombo e non-piombo - che dovrà essere operativo entro il 2009.

L’esperienza accumulata ed i target di raccolta e riciclo raggiunti nel settore delle batterie al piombo costituiscono la base solida di efficienza che può garantire i risultati di eccellenza da cogliere per i prossimi anni.

L’esperienza del Cobat sulla gestione delle batterie al piombo esauste

Istituito 20 anni fa da Parlamento italiano per la raccolta e riciclo delle batterie al piombo esauste, il Cobat, infatti, rappresenta oggi un sistema consolidato e maturo che assicura la raccolta e invio a riciclo della quasi totalità (oltre il 98%) delle batterie al piombo immesse al consumo. Ma non solo.

Il Consorzio effettua il monitoraggio continuo su tutto il territorio nazionale di tutte le attività legate alla gestione di questi rifiuti pericolosi, garantendo un controllo completo dalla produzione del rifiuto fino all’invio al riciclo;

inoltre, il Cobat assicura la raccolta anche di minime quantità di batterie esauste anche in zone geografiche periferiche o difficilmente raggiungibili, la cui copertura rappresenterebbe un’operazione antieconomica: una garanzia di tutela rispetto ad un potenziale grave rischio per ambiente e salute umana.

Il quadro complessivo di tutto questo lavoro - svolto attraverso oltre 90 raccoglitori incaricati su tutto il territorio nazionale - viene registrato in tempo reale attraverso strumenti informatici, per una migliore indagine, valutazione e controllo del sistema ed a prevenzione di possibili infiltrazioni criminali, cui il settore dei rifiuti nel suo complesso è da anni esposto.

La raccolta delle pile: un campo di sperimentazione

Naturale che la sfida della definizione di un sistema nazionale di raccolta per tutti gli altri tipi di batterie non piombo costituisca un ambito di interessante sperimentazione per un sistema così costituito e consolidato e che può contare su una rete di aziende incaricate che già oggi dispongono di tutti i requisiti e le autorizzazioni necessarie ad effettuare questo servizio.

Nel corso del 2008 ha quindi visto l’avvio di tre progetti pilota (Provincia di Lecco, Comune di Venezia, Parco Nazionale del Gran Paradiso) finalizzati ai seguenti obiettivi:

  • raccogliere informazioni significative su dimensioni, dinamiche e problematiche specifiche del settore
  • sperimentare modalità di attuazione di un sistema di raccolta, con un’attenzione particolare alla logistica sul territorio e invio al riciclo
  • testare l’efficacia e il contributo all’obiettivo di raccolta derivante da un piano di azioni di comunicazione e informazione dei cittadini.

Progetto pilota nella Provincia di Lecco

Lanciato nel mese di giugno scorso, il progetto si sviluppa sull’arco di 12 mesi, sotto il coordinamento di un gruppo di lavoro che ne monitora e registra lo stato di avanzamento. Il sistema di monitoraggio e raccolta attuato poggia su tre cardini:

  • gli ecocentri comunali nei 90 comuni della Provincia
  • i punti vendita della Grande Distribuzione Organizzata
  • le scuole elementari e medie del territorio

Cobat ha realizzato un potenziamento della rete di centri di raccolta esistenti con l’installazione di 100 nuovi contenitori dedicati alla raccolta delle pile non piombo ed ha curato la realizzazione di un database consultabile sul proprio sito internet e su quello della Provincia di Lecco e della società Silea per l’individuazione da parte dei cittadini dei punti di raccolta più vicini sul territorio.

Svuotamento e prima raccolta del materiale sono curati dalla Silea, la Società Intercomunale Lecchese per l’Ecologia e l’Ambiente, mentre l’invio alla selezione e riciclo vengono garantiti con servizio gratuito dal Cobat.

Infine, una campagna di informazione dei cittadini è stata realizzata attraverso quotidiani e reti televisive locali.

Progetto pilota nel Parco del Gran Paradiso

Attraverso un Accordo di Programma che ha coinvolto Cobat, l’Associazione Ambientalista Pro Natura, l’Ente Parco Gran Paradiso, gestore dell’area protetta, e la Comunità del Parco del Gran Paradiso è partito il progetto pilota per la raccolta delle batterie non-piombo nei comuni del territorio del parco.

Il progetto permetterà di raccogliere dati ed informazioni importanti per la definizione di un modello di gestione ripetibile efficacemente anche alle altre aree naturali protette del territorio nazionale.

In un arco di tempo di 12 mesi, si prevede la realizzazione di una rete capillare di punti di raccolta nei 13 comuni che ricadono in tutto o in parte nell’area del Parco (Aymavilles, Cogne, Introd, Rhêmes-Notre-Dame, Rhêmes-Saint-Georges, Villeneuve e Valsavarenche nella Provincia di Aosta; Ceresole Reale, Locana, Noasca, Ribordone, Ronco Canavese e Valprato Soana nella Provincia di Torino).

100 contenitori sono stati gratuitamente posizionati da Cobat in corrispondenza degli ecocentri comunali di raccolta dei rifiuti urbani e dei punti vendita al dettaglio di pile e batterie. il loro svuotamento e la prima raccolta dei rifiuti viene effettuata dalle società che sul territorio già si occupano della gestione dei rifiuti nei comuni interessati.

Gratuitamente a cura del Cobat il materiale raccolto viene quindi inviato ad un impianto di selezione e al successivo riciclo o smaltimento.

Anche in questo caso attenzione e risorse vengono concentrate anche nella comunicazione ed informazione ai cittadini sull’importanza e articolazione della nuova iniziativa, per garantire all’operazione la piena collaborazione della popolazione locale e dei visitatori

Progetto pilota nel Comune di Venezia

  • 12 mesi per sperimentare un sistema di raccolta e il riciclo delle pile non-piombo, attraverso l’attivazione di nuovi punti di raccolta capillarmente distribuiti sul territorio per arrivare alla definizione di un modello efficiente per la raccolta ed il riciclo delle pile.
  • Il progetto è partito nel mese di settembre e prevede il posizionamento di contenitori aggiuntivi rispetto alla rete di circa 700 raccoglitori presenti nel Comune di Venezia (500 in terra ferma e 200 in centro storico), personalizzati attraverso una grafica appositamente studiata.
Inoltre, è prevista la realizzazione di campagne informative e di sensibilizzazione dei cittadini insieme a iniziative di sensibilizzazione dedicata alle scuole del Comune.

Dati di scenario

Ogni anno in tutta Europa si calcola che vengano vendute circa 900.000 tonnellate di batterie portatili non al piombo e si stima che in Italia siano circa 13.000 tonnellate.

Si tratta del variegato panorama delle pile allo zinco, alcaline o nichel-cadmio, che, con formati diversissimi, alimentano i nostri telefonini, orologi, computer, piccoli elettrodomestici, giocattoli e tutti gli oggetti di più comune uso quotidiano con batteria.

Una realtà articolata, per la quale non esiste un sistema di censimento e di raccolta differenziata strutturato: al di là di iniziative sporadiche, tutto il resto finisce in discarica, si stima ben 75.155 tonnellate (dato 2002).

Secondo quanto fissato dalla Direttiva Europea al 2012 la raccolta totale dovrà essere almeno pari al 25% e nel 2016 dovrà raggiungere almeno il 45% delle batterie vendute.

Inoltre, la direttiva fissa rigorosi limiti al contenuto in cadmio e mercurio delle batterie, per tutelare meglio la salute, punta a sviluppare nuove tecnologie produttive meno inquinanti e a garantire adeguata informazione per i consumatori.




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