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La pila del telecomando, le batterie dell'auto, le pile dell'orologio, la corrente elettrica che fornisce luce e calore alle nostre case: forse non ci pensiamo, ma la nostra vita e le comodità a cui siamo abituati dipendono da molte fonti di energia.
Le pile e le batterie sono oggetti molto diversi, anche se entrambe forniscono energia.
Le pile (ad esempio quelle a torcia o a bottone) servono per piccoli apparecchi domestici come orologi, telecomandi, macchine fotografiche, giocattoli, calcolatrici tascabili, e ad apparecchi fondamentali per la salute umana come apparecchi acustici e pacemaker. Si usano una sola volta e poi si devono buttare via, nelle apposite cassette, perché non si ricaricano.
Le batterie, lo ricordiamo, sono ricaricabili. Quella dell'auto, per esempio, la puoi riconoscere facilmente sotto il cofano quando papà cerca di imitare il meccanico dopo che ha lasciato i fari accesi tutta la notte. Le batterie le puoi trovare nelle autovetture, nei camion, negli impianti industriali, negli impianti di allarme, sui treni e sugli aerei.
Riciclare rifiuti che contengono materiale che può essere recuperato e quindi riutilizzato è un processo molto importante in quanto si evita la dispersione dei rifiuti che inquinano e si riutilizza anche materiale che andrebbe invece perduto, pertanto tale processo risulta anche economicamente conveniente. Riciclare la batteria usata, ad esempio, permette di recuperare il piombo che, se trattato correttamente, servirà per produrre altre batterie, tubazioni, saldature. Inoltre in questo modo le sostanze inquinanti come l'acido solforico e il piombo non vengono disperse nell'ambiente.

Anche altri materiali possono essere riciclati: vetro, alluminio, plastica, oli, cartone e carta. La carta, ad esempio, è totalmente riciclabile, e usare carta da macero per produrre carta"nuova" consente un notevole risparmio in termini di energia, acqua e inquinamento rispetto alla produzione da materie prime.

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